Chi credo di essere? Chi sono in realtà?

Praticamente infrequentabile!©©

Chi sono?
Flavio Sarnelli, nato nel giugno del 1964 a Napoli, dove abito al Centro Storico con mia moglie Tiziana.
flaviosarnelli@yahoo.it – Facebook: Flavio Sarnelli

Che ho fatto?
Ho scritto una sessantina di racconti e circa quattro dozzine di poesie.
Ho riscritto e organizzato i miei lavori in una raccolta di racconti, collegati tra loro da un racconto lungo, dal titolo The Reading, che avrete il piacere o il dispiacere di leggere se un editore, impazzendo di brutto, decidesse di pubblicarlo.
Ho fatto parte del Living Theatre Napoli, un collettivo autonomo nato alla fine degli anni ’90 riconosciuto da Judith Malina e Hanon Reznikoff. Il gruppo, sotto la direzione di Gary Brackett attore del Living, ha messo in scena decine di volte in giro per l’Italia La peste di Artaud, Not in my name più altre rivisitazioni e collage di piece del gruppo storico. Ha scritto collettivamente e messo in scena un proprio spettacolo basato sulla tematica dell’esclusione del “diverso”, intitolato Gabbia di rabbia. È rimasto attivo fino ai primi anni duemila.
Ho co-fondato il gruppo Tutuguri, nato dallo scioglimento del precedente e la fusione con altri artisti. Il gruppo basava il proprio lavoro sulla scrittura, direzione e messa in scena collettiva dei propri spettacoli, ai quali ho collaborato a vario titolo, come ¿ (punto di domanda capovolto) e Angolo di muro sulla dipendenza dalle droghe chimiche e sociali; Bombe di guerra, spettacolo para-futurista contro la guerra; Le lacrime amare di Petra von Kant, libera interpretazione dell’omonimo film di Fassbinder; Jenin, un campo palestinese, tratto dal racconto omonimo di Tahar Ben Jelloun, presente in platea alla messa in scena nel cortile dell’Albergo dei poveri a Napoli.
Ho organizzato per 6 anni, con lo stesso gruppo, il Reading Tutuguri a Napoli, tenendo letture in pubblico circa una volta al mese e realizzando più di 60 incontri con ampia partecipazione di autori/lettori e pubblico. Il reading si basava su letture degli stessi autori, senza né scaletta né censura, al grido di: “Chi va, chi va?” Da questa esperienza è nata l’idea di The Reading.
Ho organizzato, progettato e realizzato graficamente, sempre con Tutuguri, il numero zero del progetto editoriale Per… versi, di… versi, magazine multimediale di letteratura in CD, giunto entro i primi 7 nella selezione nazionale al Premio Cenacolo Editoria 2005 con giuria presieduta da Umberto Eco.
Ho co-diretto l’associazione culturale Spazio Frog in via Mezzocannone a Napoli, curandone l’organizzazione di eventi: dalla direzione artistica all’advertising offline e online, dall’uff. stampa alla ricerca sponsor e collaborazioni. Organizzando reading, performance teatrali, presentazioni di libri, mostre d’arte, rassegne di corti, corsi e laboratori dal 2005 al 2007.

Che faccio?
Per vivere faccio il grafico pubblicitario, sempre meglio che lavorare. Tra l’impaginazione di un libro e la realizzazione di un sito Internet scrivo. Sono uno scrittore a tempo perso e di tempo da perdere ne ho.
Scrivo racconti per il mio blog e su twitter.com/cyberflaneur e, contemporaneamente, un romanzo.
Pratico hatha yoga e vado in bici, ma non contemporaneamente.
Curo il blog dei miei lavori di grafica: flaviosarnelli.wordpress.com

Che farò?
Ne parliamo?

Di solito chi mi conosce mi invita: quatto quatto scatto, spazi a parte.

Chi sono in realtà?

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E che diamine! Sono sempre io: Cyberflaneur, mica cambiavo da un post all’altro.

Bello è impossibile, nel senso che è impossibile per chiunque trovarmi bello. Per la verità è anche impossibile che mi si trovi. Solitamente evito di palesarmi, di apparire, mi mimetizzo, mi confondo tra la folla, vesto dello stesso colore delle foglie, dei muri. Una volta mi appiccicai un manifesto addosso e mi affissi in strada, proprio di fronte al Velvet, e da lì guardavo la gente ubriacarsi. Una tipa graffitò anche un disegnino sconcio proprio all’altezza del mio fegato. Un altro m’incollò un flyer sull’orecchio. A uno sbronzo sfilai 20 euro dalla tasca dei jeans.

Insomma, conosco un sacco di gente, ma chi mi conosce mi evita, mi ride alle spalle, mi fraintende, assume atteggiamenti subdoli e poco franchi nei miei confronti. Parla di me a sproposito, infatti sono sulla bocca di tutti, a qualcuno anche sui coglioni.

La mia vita è dura. Provo a smollarla a qualcuno, ma inevitabilmente mi ritorna in faccia e, spesso, anche a tergo. Tende a farmi un bel servizio, tirarmi un brutto tiro, praticamente tutti i santi giorni. È per questo che preferisco le notti indiavolate.

Mi piacerebbe conoscere

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Beh, mi piacerebbe proprio conoscere la madonna e qualche santo. Tanto per frequentare dei tipi giusti, leali, molto franchi e per niente tiratori. Gente di cui fidarsi, a cui dare le mie chiavi di casa, far gestire i miei soldi, mostrargli il culo, insomma. Senza temere il peggio. Con tutta la fiducia che gli darei: il totale dominio sulla mia vita, sul mio corpo, sulla mia mente, potrebbero anche vacillare, cadere in tentazione, prendersi gioco di me, fottermi! Ma io no, mi fiderei, gli presenterei anche mia moglie… e che diavolo! Sono dei santi, gente che se la fa in paradiso. Mica come tutti quelli che conosco per davvero: donne di malaffare, tipi equivoci, bugiardi matricolati. Ah… che brutta gente. Bene, vuoi far parte di questa masnada di farabutti? Entra anche tu nel Club degli Infrequentabili iscrivendoti al blog o inviando una mail a: flaviosarnelli@yahoo.it

Interessi

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Dunque, mi interessa… non saprei. Qualcuno ha qualcosa d’interessante da propormi? Che so… commentare la Sacra Bibbia con sarcastiche note a pie’ pagina? O leggere le vite dei giusti e individuare i loro punti di forza per aumentare la nostra sete di fede? O la nostra fame di virtù? Entrambe? O prima l’una e poi l’altra? A turno? A caso? A sorteggio?

Musica

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Ah, la musica… cantare, sotto la doccia. L’unico posto dove sono intonato. Sferzato dall’acqua, condita da bagno schiuma, tiro fuori una voce da soprano versione maschile, ma dai modi effemminati. Un’estensione vocale che copre l’intero pentagramma, mentre io vocalizzo nudo e bagnato fino all’osso. Stringendomi con le mani il microfono tra le gambe canto jazz, funky e rhythm’n’soul, ma anche cantautori italiani e chansonniers francesi, ballando al ritmo di acidjazz e elektromusic.

Film

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Decisamente porno! Porno fantascienza, porno neo realismo, porno nouvelle vague, porno commedia all’italiana, porno film dell’orrore. E poi tutte quelle storie dove lui crede di essere lei che finge di impersonare l’altro e gli spettatori sono in realtà alieni venuti dallo spazio per fare un film sui morti che credono nell’al di qua.

Televisione

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Panasonic!

Libri

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Ragazzi… i libri! Distese immense dove correre a perdifiato senza fermarsi mai. Con lo sguardo puntato verso il sole, fradici di pioggia, affamati, morti, amanti insaziabili, giocatori incalliti, soldati di ventura, rivoluzionari. Nei libri cerchiamo le nostre vite che nessuno descriverà mai! A meno che… non vi iscriviate al Club degli Infrequentabili, per trascorrere come in un romanzo splendide ore evitabili, che non valeva proprio la pena di vivere.

Eroi

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Il mio papà! In particolare quando all’età di cinque anni mi fece salire sull’armadio urlando da sotto “buttati, buttati, che papà ti prende a volo”, per poi scansarsi all’ultimo secondo e sussurrarmi, riverso su di me in terra dolorante, “figlio mio, nella vita non devi mai fidarti di nessuno!”

Cyberflaneur

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