Cyber Bibliography

Novità editoriali
a cura di Girolamo Cerchiobotte
Docente di lettere moderne all’Università Popolare di Sanzano Terme e condirettore della rivista Quaderni Sanzianoti, nonché autore di numerosi saggi sul movimento degli inconsistenzialisti.

Stringe l’Asso
L’uomo che odia le donne quando hanno qualcosa tra i denti
Autobiografia frullata nella mente malata di un misogino igienista
Deglutizioni Clandestine
Euro 18,00 à la Carte

Ci risiamo, il nemico pubico numero uno delle donne ne ha scritta un’altra delle sue. Un’altra storia di donne che fanno un sacco di storie perché dicono di aver vissuto una storia con un tipo da quattro soldi che le maltratta perché è sempre la stessa storia da anni: è ubriaco. La solita storia di donne con una lunga storia alle spalle con uomini che compiono molte azioni di merda contro le donne perché secondo loro fanno troppe storie e che pretendono dalla loro donna che non faccia tante storie quando da bambina la nonna le raccontava tutte quelle brutte storie di uomini che odiano le donne perché hanno paura dei loro piccoli difetti e di ciò che nascondono tra i seni, cioè no… tra i denti, in mezzo ai denti… fra un dente e l’altro… ecco, si… è meglio. È meglio?

Intervista psicomica del Sig. Mund Freud a Woody Flarnell
Il mosto di spirito e l’inconscia relazione con un umorista inconsistenzialista
Genielle! Quando genio e ribelle s’incontrano
Aplologia Edizioni
Euro 80,00 la seduta

Saggia intervista psicomica del Sig. Mund Freud allo scrittore umorista Woody Flarnell, pubblicata nel 1930. Come L’interpretazione dei bisogni, ovvero i sogni duplici (1900) e Psicolabile elegia della vita quotidiana (1901), Il mosto di spirito tratta dell’archetipo del procheilo protruso, vale a dire il complesso meccanismo comunicativo che caratterizza il linguaggio dell’inconsistenzialismo (analessi o analessi, metafòra o metadìnta, mezzacartuccia o mezzacalzetta o mezzamanica). In seconda battuta lo spirito del volume s’agita attraverso la distillazione del codice protolinguistico dei vizi primari (quasi come se sé stesso, diciamo, stesse “vegliando ad occhi chiusi” sul bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto). Tale idea viene poi espressamente sottaciuta di sghembo alla palese facoltà dell’uomo di comunicare verbalmente il battuto d’uovo, che gli autori ordinano come primo secondario od omelette di coscienza. Nell’interpretazione freudiana, tali fenomeni mentali (intelligentoni) hanno il soggettivo obiettivo di obiettare assertivamente all’altrui coscienza il sognificante di un doppio sonno rùm o della formazione di vette comiche legate a profonde caustiche battute caoticamente esilaranti, come il lapsus, il lapis, il lapislazzulo e, appunto, il mosto di spirito.

Alfredo Barnelli
Il candidato centrifugato
Storia di un uomo centrifugato a vita per le sue idee
Dio Random Editore
Euro 14,50 di buono sconto

Alfredo Barnelli stavolta fa sul serio e ci racconta, con il suo solito modo di scrivere sprezzante del potere, una storia vera, la sua, certamente non quella di qualcun’altro.
Arrestato a sedici anni per aver infangato a pallonate i panni sporchi appena lavati in casa dalla buona Donna Telomena Mattizza, madre di quel gran figlio di buona donna di Vìolo Legislazioni, dittatore dello stato delle Bandane dove il Barnelli nasceva e cresceva ribelle alle elettroaddomesticazioni, venne per direttissima processato a portelli chiusi, senza avvocato detersore, con il solo testimone d’offesa quale Donna Telomena inviperita per l’onta da smacchiare e, inoltre, con la partecipazione straordinaria del dittatore in persona, quale avvocato ad interim dello Stato, costituitosi parte civile contro l’infingardo infangatore, altresì meritevole di una sacrosanta punizione: la centrifuga a vita nelle segrete della Lavanderia dei Crimini dello Stato delle Bandane.
Da poco più di due decenni il Barnelli ci fa giungere i suoi inediti direttamente dalle segrete lavatrici, dove nonostante egli subisca un costante lavaggio della coscienza riesce anche a scrivere e a far uscire dal suo paese i suoi manoscritti, seppur un po’ umidi, ma densi di voglia di vivere di nuovo, no… impalmato con ergastolana, sua moglie Nettàre Lavanda, condannata in ammollo per le sue stesse idee colorimetriche.
Candidato per il premio Vernel per la letteratura (da qui il titolo del libro) Alfredo Barnelli è supportato nella sua lotta dalle azioni del movimento culturale mondiale nato per dar voce agli intellettuali privati della libertà di esprimere le proprie idee, l’associazione NCC, acronimo di Nessuno Candeggi Caino, che da anni si batte con azioni schiumeggianti per la libertà di pensiero nel mondo.

Jack di Flanella
La catasta
Tra drogati, puttanieri, corrotti e mafiosi il bel mondo della politica italiana
Edizioni Belpaese
Euro 200,00 al grammo

L’ultima invenzione di Jack di Flanella, la più bizzarra, la più inverosimile, la madre di tutte le fiction, mette a nudo un mondo fantastico, quello del bel mondo della politica italiana, di cui inventa le peggiori perversioni, le peggiori nefandezze, le peggiori tangenti, le peggiori connivenze malavitose, condite da spassosissime intercettazioni telefoniche, talmente divertenti da farci venire le lacrime agli occhi e il moccio al naso, lasciandoci di stucco anche stavolta. Di polvere di stucco, mentre quella bianca a 200,00 euro al grammo se la fanno portare fino al seggio, dove il Presidente, tra una scampanellata e l’altra, se la spassa a vedere i propri colleghi tirare avanti nel migliore dei modi, tra ciulatine e palpatine parlamentari, ricche bustarelle e care bustine sottobanco. Tutto ciò con le tasche gonfie di verdoni, alla modica cifra di 19.150,00 euro di stipendio al mese.
Che immaginazione ha il nostro Jack di Flanella? Cosa si fuma per creare una realtà tanto assurda? Deformata, falsificata, tanto lontana dalla vera realtà, dove purtroppo gli esponenti della politica italiana sono bolsi, bigotti, ligi al dovere, pignoli, zelanti e fedeli alla propria responsabile missione, che portano avanti con coscienza e onestà lungimirante, al solo servizio dei cittadini, sacrificando la propria vita e gli affetti, lontano dalle proprie famiglie, nell’impossibilità di aiutare amici e parenti per non esser, neppure lontanamente, tacciati di favoritismo, spogliati dei propri averi per non inciampare nel conflitto d’interessi, rimettendoci i soldi di tasca propria per permettere a noi tutti, i cittadini italiani e in particolar modo a coloro di idee opposte, santi voltariani, di vivere nel migliore dei mondi possibili, nel paese di Bengodi, nella contrada di Berlinzone, nel paese della Cuccagna, in provincia del paese dei Balocchi.
Per approfondimenti consultate la ricca bibliografia contenuta nel libro di Flanella, tutto il resto è pura immaginazione.
Anonimo, Dit de Cocagne, XIII sec.
Fabliau, Li fabliau de Coquigne, XIII sec.
Anonimo, Trionfo dei poltroni, XIV sec.
Giovanni Boccaccio, Decameron, XIV sec.
Alessandro da Siena, Historia nuova della città di Cuccagna, XV sec.
Sebastian Brant, La nave dei folli, 1494.
Lope de Rueda, Terra di Jaunja, XVI sec.
Hans Sachs, Das Schlaraffenland, 1530.
Anonimo, Storia di Capriano contadino, XVI sec.
Teofilo Folengo, Baldus, XVI sec.
Francesco Rabelais, Il discepolo di Pantagruele, 1538
Anonimo, Capitolo di Cuccagna, 1581.
Tommaso Garzoni, Piazza universale di tutte le professioni e i mestieri, XVI sec.
Francesco De Lemene, Della discendenza e nobiltà dei maccaroni, XVII sec.
Ippolito Neri, La presa di Sanmiato, XVII sec.
Marc-Antoine Le Grand, Le Roy de Cocagne, 1719.
Martine Boiteux di Lucca, Trionfo di Cuccagna, XVIII sec.
Heinrich Heine, Libro dei Canti, Lied n. 66, in ciclo “Il ritorno”, Io sto sognando d’essere il buon Dio, XIX sec.
Fratelli Grimm, Fiabe, ed. orig. Kinder und Hausmärchen, 1812-1822 e Saghe germaniche, ed. orig. Deutsche Sagen, 1816-1818.
Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio, 1ª ed. orig. 1881.
Matilde Serao, Il paese di Cuccagna, 1890.
Heinrich Mann, Nel paese di Cuccagna, ed. orig. Schlaraffenland, XX sec.
James Branch Cabell, Jurgen, XX sec.

Sor Nello Cesaroni
Lo spallone
Le faccende di un contrabbandiere di valuta
PiTre Edizioni
Euro 18,50 in nero esentasse

Sor Nello Cesaroni detto Sor Nello Cesaroni, re della truffa con il nome di battaglia Sor Nello Cesaroni, citato nelle più recenti cronache giudiziarie con il nome d’arte Sor Nello Cesaroni, citato ripetutamente nelle dichiarazioni dei pentiti con il soprannome Sor Nello Cesaroni, ascoltato nelle intercettazioni dei più noti faccendieri con lo pseudonimo Sor Nello Cesaroni, nominato nelle migliori lettere anonime con il nomignolo Sor Nello Cesaroni, noto alla polizia con l’appellativo Sor Nello cesaroni, ma chi è costui? Chi si nasconde dietro tutti questi epiteti (addirittura qualcuno crede che sia Sor Nello Cesaroni, n.d.a.), quale sarà il suo vero nome (Sor Nello Cesaroni? Ma dai!)
Chi si cela dietro le sue mille identità? I soliti giornalisti faziosamente scaltri tentano, con mirabolanti impalcature semantico-dietrologiche, di attribuire il nome di Sor Nello Cesaroni nientemeno che alla rispettabile persona di Sor Nello Cesaroni (baciamo le mani, n.d.a., nota dell’affezionatissimo servo vostro). Siamo all’assurdo, alla gogna mediatica, ai processi virtuali, al golpe giudiziario. Qui qualcuno vuole mettere le mani nelle tasche degli italiani, qua la magistratura vuole sovvertire il voto, non facciamo macelleria sociale, gli italiani non sono così cretini da non capire quindi: “Ghe pensi mì!” Una sola cosa è certa: Sor Nello cesaroni è proprio un uomo dalle spalle larghe.

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Una Risposta to “Cyber Bibliography”

  1. Genielle! Quando genio e ribelle s’incontrano | CYBERFLANEUR Says:

    […] Saggia intervista psicomica del Sig. Mund Freud allo scrittore umorista Woody Flarnell, pubblicata nel 1930. Come L’interpretazione dei bisogni, ovvero i sogni duplici (1900) e Psicolabile elegia della vita quotidiana (1901), Il mosto di spirito tratta dell’archetipo del procheilo protruso, vale a dire il complesso meccanismo comunicativo che caratterizza il linguaggio dell’inconsistenzialismo (analessi o analessi, metafòra o metadìnta, mezzacartuccia o mezzacalzetta o mezzamanica). In seconda battuta lo spirito del volume s’agita attraverso la distillazione del codice protolinguistico dei vizi primari (quasi come se sé stesso, diciamo, stesse “vegliando ad occhi chiusi” sul bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto). Tale idea viene poi espressamente sottaciuta di sghembo alla palese facoltà dell’uomo di comunicare verbalmente il battuto d’uovo, che gli autori ordinano come primo secondario od omelette di coscienza. Nell’interpretazione freudiana, tali fenomeni mentali (intelligentoni) hanno il soggettivo obiettivo di obiettare assertivamente all’altrui coscienza il sognificante di un doppio sonno rùm o della formazione di vette comiche legate a profonde caustiche battute caoticamente esilaranti, come il lapsus, il lapis, il lapislazzulo e, appunto, il mosto di spirito. […]

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