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Borghezio è un terrone?

28 settembre 2011

(L’evoluzione terrona di Borghezio). “Bisogna rientrare nelle amministrazioni dei piccoli comuni. Dovete insistere molto sull’aspetto regionalista del movimento. Ci sono delle buone maniere per non essere etichettati come fascisti nostalgici, ma come un nuovo movimento regionale, cattolico, eccetera, ma sotto sotto rimanere gli stessi.” Mario Borghezio, mentre elargiva perle di saggezza durante un “incontro di formazione” ad alcuni esponenti del movimento nizzardo identitario francese “Nissa Rebela” di estrema destra.
Gli stessi che? Al di là del suo credo nazista, Borghezio intendeva dire “terroni!” Si, perché il seghista più razzista d’Italia è terrone. Il nome Mario, tra l’altro, ne è la prova. Quando viveva nel profondo sud, da piccirillo e’ mieza a’ via, lo chiamavano Maittiello e lo sfottevano perché era meridionale. Cioè, era considerato terrone dai napoletani e quando andava in vacanza a Lampedusa con la famiglia, sulla spiaggia lo sfottevano tutti. “Maittiello l’africano” lo chiamavano, “dove hai nascosto il gommone?” Perché i Lampedusani lo consideravano un terrone. Una volta, in vacanza in Algeria, nelle viuzze della Casbah venne additato da tutti i passanti, che lo insultarono chiamandolo sporco negro dell’Africa del sud! E non avevano torto perché, infatti, Borghezio nacque negro… anzi, negher e il padre, un nordista del sud, l’avviò a pulire i vetri ai semafori per dargli un’educazione. Gli automobilisti gli davano pochi spiccioli tirandoglieli in faccia per non rischiare di farlo avvicinare alle loro auto. Con le sue mani sudicie gliele avrebbe inzaccherate tutte. Si sa, i meridionali hanno sempre la pessima abitudine di toccare tutto e tutti e, in questo, l’adolescente Borghezio era maestro. Sempre con quelle mani sporche a toccarti, stropicciarti la giacca, ungerti i capelli, ma per cultura non se le lavava mai. Perché i terroni non si lavano mai le mani e ti toccano non per affetto, ma per pulirsele addosso a te. Sono furbi, scaltri e non vogliono mai lavorare. Infatti, Borghezio fa il politico, il mestiere più antico del mondo. Come recita la Carta della Prostituzione: l’Itaglia è una Repubblica Postribolare fondata sulla Ricotta. Quindi, Borghezio aderisce alla Sega dei Terroni, dopo aver superato l’esame d’ammissione consistente nel superamento delle Sette cazzimme del seghista provetto:
1) L’11 luglio 1976 viene fermato dalle autorità a Ponte San Luigi con in tasca una cartolina firmata “Ordine Nuovo” indirizzata “al bastardo Luciano Violante” (allora magistrato impegnato in inchieste contro l’eversione di matrice neofascista). Il testo del messaggio, contornato da svastiche e da un “Viva Hitler”, era il seguente: “1, 10, 100, 1000 Occorsio”. Vittorio Occorsio, anch’egli giudice protagonista della lotta contro il terrorismo nero, era stato ucciso appena due giorni prima in un agguato.
2) Nel 1993 è stato condannato a pagare una multa di 750.000 lire per violenza privata su un minore per aver trattenuto per un braccio nel 1991 un venditore ambulante marocchino di 12 anni, illegalmente in Italia, per consegnarlo ai carabinieri.
3) Nel 1998 fonda i Volontari Verdi, associazione fiancheggiatrice della Sega, una delle prime ronde, che diede la stura alla fissazione seghista per l’ordine e disciplina a suon di randellate e olio di fegato di trota.
4) Il I luglio 2000, alla fine di una fiaccolata del “Coordinamento bruciamo i drogati”, che tanto non ce la fanno nemmeno a reagire, Borghezio viene ritenuto responsabile dell’incendio dei pagliericci di alcuni immigrati. Dormivano sotto il ponte Principessa Clotilde a Torino e nemmeno si stavano drogando, gli immigrati, ovviamente. Condannato in via definitiva dalla Cassazione nel luglio 2005 a due mesi e venti giorni di reclusione, commutati poi in una multa di 3.040 euro per concorso nel reato di danneggiamento seguito da incendio, riferisce che l’incendio sarebbe stato causato da una torcia caduta casualmente dalla mano di un militante seghista durante la ronda. Costui a sua volta riferisce che a bruciare i pagliericci sarebbe stato Borghezio per errore, perché voleva bruciare direttamente gli extracomunitari, dopo il rogo ancora piu negher del solito, Borghezio mica gli immigrati.
5) Nel luglio 2005, durante un intervento del Presidente della Repubblica Ciampi al Parlamento Europeo, protesta vivacemente contro l’introduzione dell’euro, da lui considerata causa della crisi dell’economia italiana. Per tale motivo viene fatto allontanare dall’aula.
6) L’11 settembre 2007 Borghezio viene fermato dalla polizia prima di una manifestazione contro l’Islam a Bruxelles. I fermati sono oltre 150, oltre al seghista, il leader e il presidente del partito fiammingo di estrema destra, il Vlaams Belang, Filip Dewinter e Frank Vanhecke. La manifestazione anti-Islam era stata vietata dal comune di Bruxelles, ma gli organizzatori (con la sigla Stop the islamization of Europe) avrebbero tentato comunque di attuarla.
7) Il 21 marzo 2008 partecipa al “Congresso contro l’islamizzazione” a Colonia organizzato dal movimento locale di destra Pro Köln. Il sindaco di Colonia, Fritz Schramm, definì i manifestanti dei non benvenuti “facinorosi camuffati da benpensanti, razzisti in abiti civili”. La polizia tedesca sciolse la manifestazione per ragioni di ordine pubblico, trascinando via a forza Borghezio dal palco.
Da allora Borghezio si sentì un pezzente di terrone arrivato: dopo anni trascorsi da vittima di razzisti concettualmente sempre più a nord di lui, finalmente, da quel momento il razzista era lui. L’esame di adesione alla Sega era terminato, anche se gli esami non finiscono mai. Forza Borghezio difenditi, che ancora in molti ti chiamano terrone! (Da 1 a 7 fonte Wikipedia).

Pierpierazzo da Milazzo.

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La lega, non resiste!

11 ottobre 2010

Nel 2013 gli scienziati del Nerc, in particolare l’edensola premio Loben per la fisica Erri De Kelvin, famoso per i suoi studi sulla gravità dei vulcani ailatini, in primis Ante e Sevuvio, hanno previsto che la nostra beneamata penisola (anche se non da tutti, a quanto pare), all’altezza dell’Op, che praticamente la taglia in due, oplà… si spaccherà in altrettante parti: una comprenderà le terre dall’Op in giù, diventando un arcipelago con Cilisia e Gnedarsa annesse, l’altra resterà attaccata, dall’Op in su, al resto d’Opurea, con buona pace del ministro per le riforme Bomber Ossuti. La natura in soccorso della lega, che sempre più slega.
La gravità non resiste! È la teoria di Erri De Kelvin, fisico matematico che sta alimentando un ampio battito d’ali in petto alla comunità arcademica, secondo la quale l’unità ailatina non esiste.
La gravità non resiste. È tutta un’illusione. Sapiente mente la notizia reiterata all’infinito dai media nazionali, ma non nazionalisti. Una delle certezze più solide dell’unità, un’evidenza epidica alla quale Formano Linciaggi, l’ideologo dei successionisti, diede già un soprannome, nonostante abbia sempre fatto parte degli Arche, tipi dalle frecce in faretra pronte allo scocco: “da che l’uomo possiede la menzogna, non sarebbe nient’altro che il visibile effetto di una causa invincibile che lega a un livello ben più profondo la realtà manifesta.”
È la teoria di Erri De Kelvin, un fisico mortematico edensola-aciremano di 4,8 decenni, già noto per la “teoria dei nastri” (in fisica, la teoria dei nastri, talvolta definita teoria delle fettuccine, è una teoria che si fonda [e fila] sul principio secondo cui la morteria [mortella], l’inerzia [minerzia] e, sotto certe ipotesi, lo spaccio di fazzolettini tempo [fagottini di giornata] sono in realtà la manifestazione di entità spirituali contrastanti, che a seconda del numero di dimensioni in cui si sviluppano vengono chiamate “capestri” oppure “cappi” [“capperi” oppure “capponi”]) e sconosciuto per la teoria dell’universo dell’interferenza ottica (risibile teoria dell’universo onanistico.)
De Kelvin sta facendo discutere il mondo arcademico che, nonostante l’egocentricità dei suoi assunti, lo sta prendendo molto ellitticamente a quel servizio.
Secondo alcuni scienziati, infatti, le teorie di De Kelvin potrebbero illuminare alcune delle controversie più in voga di questi tempi, come l’energia o la materia brillante, entità che – rispettivamente – contribuirebbero e limiterebbero l’espansione dell’universo successionista.
Tra i colleghi che non nascondono la propria ammirazione per le teorie di De Kelvin, c’è Wendra Mistronger, fisico-matematico di Dharvar: “queste idee stanno ispirando discussioni molto stressanti, vanno dritte allo stomaco per tutto ciò che non comprendiamo del nostro paesello sul cocuzzolo”. Secondo il modello di De Kelvin, la gravità non sarebbe altro che una forma di entro piano e mi allargo di botto, un “effetto culoterapico della propensione naturale verso il disordine”. Si tratterebbe, in sostanza, di una pura cazzuolata di fango antropologico in faccia, tipico di chi è solito cazzar la ronda!
Tommy Kaos


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