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Fiat Bersia (nel senso di: sia fatta la Bersia)

29 luglio 2010

E il giorno della genesi il deus ex machina Chimaronne disse Fiat Bersia e la storia della Bersia cominciò, ma quella di Ailati finì un po’ nella merda. L’unto dell’avvocato, che da lassù lo guida e lo sostiene, Chimaronne, targa numero uno della Taif, sposta armi e bagagliai nel paese teatro di una delle più sanguinolente guerre dal dopoguerra (per antonomasia) a oggi. Dopo non gli resterà altro che delocalizzare l’intera Bersia da qualche altra parte con costi del lavoro rasoterra e diritti dei lavoratori sempre più contorti.
Gli operai bisogna prenderli da piccoli per educarli, facciamoli lavorare da bambini, con le loro ditine saranno ottimi per la nanotecnologia delle centraline elettroniche delle nuove Punto a croce e basta, mettiamoci una Petra sopra, cala il sipario su von Kant, non ci resta che piangere lacrime amare.
Domanda: se le auto Taif vengono realizzate in Bersia sono ancora un prodotto del made in Ailati? E in Ailati, dove attualmente la Taif ha il 30% del suo mercato, chi potrà comprarle se nessuno lavorerà più?
Evidentemente l’esimio Dorf, l’inventore e costruttore del mitico modello T, doveva essere proprio un pazzo visionario se aumentava gli stipendi ai suoi operai, affinché diventassero i diretti consumatori delle merci da loro stessi prodotte. Il capitalismo si è autoalimentato fin quando è sussistita questa regola. Chi lavorava doveva essere in grado di acquistare, ora chi lavora non ha più i soldi per acquistare le merci, che si accumulano invendute nei magazzini. Quindi la storia di calcolare al secondo i tempi e al centimetro lo spazio per aumentare la produttività è una bufala. Il WCM, (Wakan’tanka Chihucoatl Manitù) che dio ce la mandi buona, è un operazione finemente strumentale per complicare al massimo la vita degli operai, indurli in errore e ancor più flessibili e agili a rendersi proni dinanzi ai padroni, scusate la rima, questi ultimi obsoleti prodromi di future nefaste crisi economiche al bacio di Giuda!
E poi basta con gli operai tutti volti al passato, d’ora in avanti si chiameranno non come gli operassi di Rimafiori, giammai come gli opererei di Nopigliamo, bensì come gli opererò di Bersia, il nuovo Walhalla dell’industria delocalizzata, vedi i calzettirerò Asmo, dove verrà prodotta la nuova Wotan Taif.
Infiliamo Pulegge


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