Voce di popolo, voce di dio!

Terza pagina satirica nazional-popolare assai politically incorrect

Tutto ciò che è contenuto in questi post è assolutamente falso.
È solo gossip, voce di popolo, rumors, dicerie senza fondamento in forma satirica, che fanno sorridere prendendo in giro i potenti. Le persone nominate o di cui s’intuisce il nome sono totalmente estranee alle vicende riportate, che sono esclusivamente frutto della fantasia del popolo, che l’autore del blog ha semplicemente riportato tal quale, senza differenziarle, come si fa con la spazzatura dalle nostre parti. Tale voce di popolo è stata rilevata in graffiti scritti nei cessi dei locali pubblici, ascoltata al bar o sui mezzi pubblici, talvolta allo stadio, ma anche in coda alla posta o altri uffici pubblici,  ascoltata da persone che parlano al cellulare con l’auricolare, origliando alle porte, parlando con i portieri degli stabili, leggendo il labiale di chi parla da lontano e dovunque si parli o si sparli dei potenti. A essi, ovviamente, va tutta la nostra ammirazione e il nostro più profondo rispetto, sino alla genuflessione sui ceci dinanzi alla loro magnanimità di esseri supremi, ma spesso assai chiacchierati. Ciò su cui si satireggia è la carica che ricoprono, in quanto personaggi pubblici, giammai la loro persona. Alla stessa stregua dei potenti, che con i loro atti pubblici e politici non tiranneggiano il cittadino, bensì generalmente il popolo, nei suoi tratti universali, giammai come singolo individuo, che a fine mese stenta a sbarcare il lunario.
È l’enunciazione della deresponsabilizzazione sociale della politica!
Colpirne cento per non educarne nemmeno uno, questa è la nostra missione. E per essere bipartisan colpiremo a destra come a sinistra, passando per il nascente (auguri!) terzo polo, ovviamente, ma senza ordine e disciplina. Randelleremo random, randommelleremo in ordine sparso, addò cojo cojo, alla cieca, a cazzo di cane.
Detto ciò a scanso d’equivoci, ancora qualche parola dedicata ai malpensanti permalosi: qualora qualcuno si ritenesse offeso da tale contenuto ne ammette implicitamente la veridicità, dimostrando quanto tale contenuto sia vero. Pertanto, criticare ciò che viene affermato come certamente falso diventa l’atto che sancisce quanto tale falso in realtà sia vero. Per maggiori informazioni in merito si rimanda al disclaimer di questo blog.

4. Borghezio è un terrone?

L’evoluzione terrona di Borghezio.

“Bisogna rientrare nelle amministrazioni dei piccoli comuni. Dovete insistere molto sull’aspetto regionalista del movimento. Ci sono delle buone maniere per non essere etichettati come fascisti nostalgici, ma come un nuovo movimento regionale, cattolico, eccetera, ma sotto sotto rimanere gli stessi.” Mario Borghezio, mentre elargiva perle di saggezza durante un “incontro di formazione” ad alcuni esponenti del movimento nizzardo identitario francese “Nissa Rebela” di estrema destra.
Gli stessi che? Al di là del suo credo nazista, Borghezio intendeva dire “terroni!” Si, perché il seghista più razzista d’Italia è terrone. Il nome Mario, tra l’altro, ne è la prova. Quando viveva nel profondo sud, da piccirillo e’ mieza a’ via, lo chiamavano Maittiello e lo sfottevano perché era meridionale. Cioè, era considerato terrone dai napoletani e quando andava in vacanza a Lampedusa con la famiglia, sulla spiaggia lo sfottevano tutti. “Maittiello l’africano” lo chiamavano, “dove hai nascosto il gommone?” Perché i Lampedusani lo consideravano un terrone. Una volta, in vacanza in Algeria, nelle viuzze della Casbah venne additato da tutti i passanti, che lo insultarono chiamandolo sporco negro dell’Africa del sud! E non avevano torto perché, infatti, Borghezio nacque negro… anzi, negher e il padre, un nordista del sud, l’avviò a pulire i vetri ai semafori per dargli un’educazione. Gli automobilisti gli davano pochi spiccioli tirandoglieli in faccia per non rischiare di farlo avvicinare alle loro auto. Con le sue mani sudicie gliele avrebbe inzaccherate tutte. Si sa, i meridionali hanno sempre la pessima abitudine di toccare tutto e tutti e, in questo, l’adolescente Borghezio era maestro. Sempre con quelle mani sporche a toccarti, stropicciarti la giacca, ungerti i capelli, ma per cultura non se le lavava mai. Perché i terroni non si lavano mai le mani e ti toccano non per affetto, ma per pulirsele addosso a te. Sono furbi, scaltri e non vogliono mai lavorare. Infatti, Borghezio fa il politico, il mestiere più antico del mondo. Come recita la Carta della Prostituzione: l’Itaglia è una Repubblica Postribolare fondata sulla Ricotta. Quindi, Borghezio aderisce alla Sega dei Terroni, dopo aver superato l’esame d’ammissione consistente nel superamento delle Sette cazzimme del seghista provetto:
1) L’11 luglio 1976 viene fermato dalle autorità a Ponte San Luigi con in tasca una cartolina firmata “Ordine Nuovo” indirizzata “al bastardo Luciano Violante” (allora magistrato impegnato in inchieste contro l’eversione di matrice neofascista). Il testo del messaggio, contornato da svastiche e da un “Viva Hitler”, era il seguente: “1, 10, 100, 1000 Occorsio”. Vittorio Occorsio, anch’egli giudice protagonista della lotta contro il terrorismo nero, era stato ucciso appena due giorni prima in un agguato.
2) Nel 1993 è stato condannato a pagare una multa di 750.000 lire per violenza privata su un minore per aver trattenuto per un braccio nel 1991 un venditore ambulante marocchino di 12 anni, illegalmente in Italia, per consegnarlo ai carabinieri.
3) Nel 1998 fonda i Volontari Verdi, associazione fiancheggiatrice della Sega, una delle prime ronde, che diede la stura alla fissazione seghista per l’ordine e disciplina a suon di randellate e olio di fegato di trota.
4) Il I luglio 2000, alla fine di una fiaccolata del “Coordinamento bruciamo i drogati”, che tanto non ce la fanno nemmeno a reagire, Borghezio viene ritenuto responsabile dell’incendio dei pagliericci di alcuni immigrati. Dormivano sotto il ponte Principessa Clotilde a Torino e nemmeno si stavano drogando, gli immigrati, ovviamente. Condannato in via definitiva dalla Cassazione nel luglio 2005 a due mesi e venti giorni di reclusione, commutati poi in una multa di 3.040 euro per concorso nel reato di danneggiamento seguito da incendio, riferisce che l’incendio sarebbe stato causato da una torcia caduta casualmente dalla mano di un militante seghista durante la ronda. Costui a sua volta riferisce che a bruciare i pagliericci sarebbe stato Borghezio per errore, perché voleva bruciare direttamente gli extracomunitari, dopo il rogo ancora piu negher del solito, Borghezio mica gli immigrati.
5) Nel luglio 2005, durante un intervento del Presidente della Repubblica Ciampi al Parlamento Europeo, protesta vivacemente contro l’introduzione dell’euro, da lui considerata causa della crisi dell’economia italiana. Per tale motivo viene fatto allontanare dall’aula.
6) L’11 settembre 2007 Borghezio viene fermato dalla polizia prima di una manifestazione contro l’Islam a Bruxelles. I fermati sono oltre 150, oltre al seghista, il leader e il presidente del partito fiammingo di estrema destra, il Vlaams Belang, Filip Dewinter e Frank Vanhecke. La manifestazione anti-Islam era stata vietata dal comune di Bruxelles, ma gli organizzatori (con la sigla Stop the islamization of Europe) avrebbero tentato comunque di attuarla.
7) Il 21 marzo 2008 partecipa al “Congresso contro l’islamizzazione” a Colonia organizzato dal movimento locale di destra Pro Köln. Il sindaco di Colonia, Fritz Schramm, definì i manifestanti dei non benvenuti “facinorosi camuffati da benpensanti, razzisti in abiti civili”. La polizia tedesca sciolse la manifestazione per ragioni di ordine pubblico, trascinando via a forza Borghezio dal palco.
Da allora Borghezio si sentì un pezzente di terrone arrivato: dopo anni trascorsi da vittima di razzisti concettualmente sempre più a nord di lui, finalmente, da quel momento il razzista era lui. L’esame di adesione alla Sega era terminato, anche se gli esami non finiscono mai. Forza Borghezio difenditi, che ancora in molti ti chiamano terrone! (Da 1 a 7 fonte Wikipedia).

Pierpierazzo da Milazzo.

3. Calderoli è un anarchico secessionista?

Calderoli mentre progetta il prossimo colpo di mano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Calderoli, Bossi e Maroni vogliono sovvertire l’ordine costituito?
Che siano ossessionati dalla secessione, la secessessione direi, già si sapeva, ma dopo gli scontri di piazza degli studenti e anche prima in moltissimi altri casi*, dalle anime più legaiole del nostro paese continuano a sollevarsi urla scomposte dovute alla paura, irresponsabilmente diffusa da loro stessi con la complicità di La Russa e Gasparri, individui di egual risma di carta protocollata, che si possa tornare al clima dell’epoca degli anni di piombo. Persone di varia estrazione, ma tutte di sinistra secondo loro, in barba alle leggi della democrazia vorrebbero costituirsi in bande armate per sovvertire lo stato!
“E noi imponiamo il Daspo anche quando volete andare a farvi un goccetto al bar sotto casa.” Dicono a gran voce i leghisti legalisti “e diamo il via agli arresti preventivi:
10, 100, 1000 San Vittore per chi manifesta con ardore.
Più carceri e meno case.
Costruirne uno per edificarne cento, di carceri.
E ora, e ora, in galera chi lavora!
Nel segreto dell’urna carceraria, Calderoli ti vede, la Fiom no.
Carcere al popolo.
Proletari di tutti i paesi, in prigione!
Se non cambierà, carcere duro sarà.”
Orbene mi chiedo, allora perché Calderoli, mentendo al suo stesso governo e al succitato tanto quanto sovraeccitato La Russa**, ma non succinto nell’intelligenza come Gasparri***, ha con un trucco fatto depenalizzare il reato di associazione militare con finalità politiche, la cosiddetta banda armata? Elevati dosi di cocaina assunta durante le prefestività? No! Perché la depenalizzazione di questo reato risale al 9 ottobre 2010, con l’entrata in vigore del cosiddetto decreto omnibus, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale l’8 maggio scorso col titolo “Codice dell’Ordinamento Militare”. Il decreto comprende la bellezza di 1085 norme e, fra queste, la numero 297, che abolisce il “Dl 14.2.1948 n. 43”: quello che puniva col carcere da 1 a 10 anni “chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni di carattere militare, le quali perseguono, anche indirettamente, scopi politici” e si organizzano per compiere “azioni di violenza o minaccia”. Allora perché questa mossa di corpo leghista?
C’è un processo a Verona, avviato dall’allora Procuratore Papalia, contro una trentina di attivisti e dirigenti leghisti, che coinvolgeva inizialmente i massimi vertici della Lega per avere fondato meno di vent’anni fa le Camice verdi, un’organizzazione paramilitare, con finalità politiche, completamente illegale, in poche parole una “banda armata!” Non sapendo più come salvare i loro attivisti dalle conseguenze penali di quella milizia, la Lega ha costretto il Governo a depenalizzare il reato di cui questi signori erano accusati e lo ha fatto con la frode, mentendo per cercare di salvare i leghisti beccati in flagrante in intercettazioni a parlare di armi e di organizzazione militare.
Il 22 dicembre la Camera dei deputati ha votato la mozione di sfiducia, proposta dall’Idv contro il ministro Calderoli, per lo scandalo della depenalizzazione del reato di associazione paramilitare con finalità politiche. L’ha respinta grazie ai voti di Pdl e Lega, alle astensioni di Fli, Udc e dei 6 radicali eletti col Pd, ma anche grazie alle abbondanti assenze tra le file del Pd.
Se questa non è satira politica?
Note:
* vedi come per ogni efferato delitto compiuto nel nostro paese il primo colpevole è sempre il marocchino che passava di lì per caso o misteriosi personaggi appartenenti alla fantomatica “pista anarchica”, sorta di pista Poli(tik)stil dove ogni automobilina va dove cazzo gli pare?
** notare come fa gli occhi da ratto quando chiude nell’angolo la sua preda, che sia uno studente, un precario, un disoccupato.
*** che confonde il ‘77 con il ‘78… meno male che non gioca a tombola!

Pierpietro Miccia patriota legaiolo.

2. Rosy Bindi è maschio?

Rosy Bindi mentre pensa di ficcarlo in culo alla parte politica avversa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Voci di transatlantico affermano: il Presidente dei democratici è maschio! Ha il pene al posto della vagina e due enormi coglioni tenuti da un tutore ortofallico, per non farli sporgere troppo dalla patta dei pantaloni, obbligata a indossarli al posto della gonna, se non vuole inciampare con i piedi tra le sue stesse palle e rompersi i coglioni, oltre che a romperli a tutta l’opposizione di sinistra.
In uno dei suoi tanti verbali più alla moda confessava lo stalliere di Arcore, l’arcorigeno Manganellone, che Rosy Bindi, per gli intimi Rosario Belpene Bindi, veniva tutti i giorni in visita al premier per premerlo a fare sesso con lei/lui. Si faceva annunciare dallo stallone personale del capocchione del governo, mentre bussava con il batacchio, ma non quello appeso alla porta, bensì quello appeso fra le sue gambe. Memoriali interi raccolti dai giornalisti del peggiore settimanale scandalistico russo, Il Puttiniere, descrivono il Presidente del Piddì rantolare eccitato fuori la porta di Villa San Martino, dando mazzate contro l’antro chiuso, nella speranza di sfondare la porta e poi qualcos’altro, e un Silvio Belricchione ansimare in casa nella speranza, sua stavolta, che il Rosy riuscisse nell’intento di penetrare nell’antro e, conseguentemente, nell’ano del signore più ricco d’Itaglia, ma i consigliori del premier, Nuvo Letta e il portavoce del Partito della Libertà di prenderlo un po’ come ci pare, Cap’e’cazzone, gliel’hanno sempre proibito. “Per non farlo accusare di inciulo con l’opposizione,” dicevano, ma in realtà, sempre come raccontava il Manganellone, per pura gelosia del Cap’e’cazzone, il quale portavociando “a difendere il culo del capo ci penso io,” usciva per affrontare il nemico in una lotta a corpo nudo, finendo ripetutamente randellato dall’albero del pene del presidente dei democratici. Con la scusa di volergli insegnare un po’ di fallocrazia, la democrazia del fallo radicale, fallo godere stò popolo burino fingendo di essere dalla sua parte, lo cresimava ripetutamente penetrandolo col verbo del dio democristiano della sacripantissima trinità terzopolare del Parolamento itagliano.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Nuvo Letta, crepando d’invidia per il pene del Rosy Belpene Bindi si consolava col Manganellone, fino al punto da consigliarlo, essendo anche consigliori del Papa Benedetto Sedicente, che lo ha insignito per questo dell’alta carica di Gentiluomo d’onore in odore di Sua Santità, al monsignor Brisighella, del quale fu maestro dell’arte amatoria per far squagliare i bambini di Grisù, arsi vivi in nome della pedofede cristiana.
E tutto è pene quel che finisce pene.

Pierpiero Minculazzo, presidente della ragione Fellatio.

1. Berlusconi è Gay?

Il premier che, alla domanda di un giornalista del Foglio se fosse o meno gay, si sfiora ironicamente l’orecchio in senso di assenso.

 

 

 

 

Del figlio, già si sapeva che lo fosse, ma ora anche il Presidente del Consiglio ha ammesso di essere gay? Ha fatto outing, si è dichiarato? Ha deciso di vivere la propria omosessualità alla luce del sole? Basta con le menzogne, i trucchetti per nascondere quanto gli piace l’organo genitale maschile, il pisello, il pene, la verga?
Pare gli piaccia prenderlo nel sedere, a novanta gradi, alla pecorina, a sponde e’ lietto.
Si dice che abbia confessato a Chi, foglio scandalistico di sua proprietà, di andare in giro con un vibratore ficcato nell’ano, in modo che, o quando parla con qualche leader politico o quando presiede il Consiglio dei ministri o, soprattutto, quando si vota in Parlamento la fiducia (ora si comprende perché tante volte l’abbia richiesta), lo attiva col telecomando, sempre a portata di mano nella tasca, variando spesso la frequenza delle vibrazioni, che lo fanno godere come un vero culattone!
La sua nomea di macho sciupafemmine deriva da un’idea del suo avvocato, a detta di altri anch’egli noto gay, leggiucchiando tra carte segrete pare più volte attenzionato dalle varie Procure della Repubblica per adescare ragazzini minorenni nelle notti della movida romana. Le escort pagate dai vari Tarantellini & Co. fanno parte di una strategia propagandistica, che vuole il premier gaudente donnaiolo, così come piace ai suoi estimatori, che non scopando mai ne gloriano le gesta, masturbandosi sin allo sfinimento immaginando le notti di sesso instancabile del loro leader.
In realtà, queste ci sono state e ci sono tutt’ora, come ci racconta il caro Silvio, ma sono ammucchiate di soli uomini che, a turno, lo sodomizzano nella Jacuzzi presidenziale con sua immensa goduria. Nei migliori dossier si legge che a volte sviene dal piacere, poi gli fanno annusare un po’ di sali di coccoina e urla “avanti un altro! Questa volta voglio un russo, che mi faccia impazzire come una vecchia checca in un bordello post-sovietico, come mi fa godere il mio amico Rasputin nella sua dacia a Mosca.”
Da qui il motivo di tanti annunci e proclami contro gli omosessuali: dalle nostre parti si dice “la gallina che ha cantato ha fatto l’uovo.” L’odio omofobo diretto contro i gay non è servito ad altro che a mascherare la propria ricchionaggine. Durante l’outing, andato in onda a reti unificate a Porta a porta, Tg4 e Matrix, Berlusconi ha anche ammesso che il rapporto sessuale che più gli piace è la fellatio, i pompini, insomma… farli, s’intende. Inoltre, qualcuno gli ha sentito affermare che gli piacciono gli uomini abbronzati, i negri, perché ce l’hanno extra misura, come piace a lui. Nell’intimità delle sue notti di sesso estremo, rivela ancora la gola più profonda del momento, il nostro caro capo del governo adora l’abbinamento del colore delle sue labbra, tinte di rossetto, mentre avidamente succhiano il pene del suo amante di turno, tal Gheddafazz Nùmazz a’ Cammell.
La comunità gay mondiale, alla luce di tale notizia, afferma tramite i suoi portavoce e addetti stampa: ora più che mai, meno male che Silvio c’è!

Pierpiero Ricky One

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